Il personal computer è sempre più spesso e più precocemente utilizzato anche da bambini, ma le ore che riguardano l’utilizzo del computer vanno a sostituire quelle relative alla televisione o ad integrarle?
La visione più ottimistica dice che oggi i bambini sono più fortunati perché possono scegliere se guardare la televisione o giocare con il computer, sottolineando la preferibilità di quest’ultimo a causa del suo carattere ‘interattivo’ e dunque stimolatore di quella fantasia che la televisione invece narcotizza.
Gli ottimisti, insomma, interpretando il computer come alternativa (felice) alla televisione si schierano a favore
dell’integrazione con la speranza chele ore trascorse solo davanti alla televisione vengano divise tra questa e il computer (che consente anche utilizzi diversi dal gioco: studio, internet, consultazione di Cd-Rom).
I pessimisti temono invece che il tempo dedicato al computer, nella maggior parte dei casi, si vada a sommare al tempo della visione televisiva. Ricordano poi che l’interattività è un’illusione in quanto la macchina offre una libertà fasulla fatta da molteplici possibilità predefinite e predeterminate al posto di una sola sequenza di avvenimenti.
Ricerche mirate a rilevare il rapporto tra le ore passate in compagnia della televisione e quelle del computer sembrano confermare i timori dei pessimisti: tra i bambini che giocano con il computer, insieme a coloro che non ne fanno uso, si riscontra la più alta percentuale di bambini che trascorrono più di cinque ore davanti alla televisione.
Al contrario i bimbi che utilizzano il computer soprattutto per la consultazione di Cd-Rom, sono quelli che passano meno tempo a guardare la televisione (quasi il 50% guarda la televisione per circa un’ora, più del 40% tra le due e le tre ore).
Concordate con il pensiero degli ottimisti o con quello dei pessimisti?
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